A quindici anni scrivevo canzoni lipogrammatiche per aggirare la mia erre moscia, e dedicavo alle coetanee poesie che, se lette a versi alterni, si rivelavano meno romantiche del previsto.

Così ho scoperto certe magie nelle parole e ha pensato di condividerle; da dieci anni ideo e conduco laboratori di storytelling, scrittura creativa e narrazione autobiografica, per adulti e ragazzi, dai quali sono nati i libri La metafora di sé tra imprese e personaggi letterari e Storie che cambiano (Asterios 2016 e 2017).

So che le storie si scrivono continuamente, che i gesti di ogni giorno tracciano dei segni nel mondo. E so pure che le parole vibrano, hanno frequenze sonore che ti fanno il solletico alla pancia, ti accarezzano la testa; tu le insegui e improvvisamente ti trovi molto, molto lontano da tutto quel che conoscevi.

Ho scritto storie fantasiose per davvero, impersonando il docente universitario e il porta pizze, il consulente didattico-linguistico nelle scuole primarie italiane in Slovenia e il muratore, il video operatore per le corse di cavalli e l’editor e il curatore editoriale.

Pratico il judo e il tai chi, ma preferisco ballare lo swing; volevo fare il filosofo, ma ho abbandonato un dottorato e ho deciso di imparare dai bambini a tenere il cuore aperto.

Adoro la luce dell’alba e correre a rotta di collo giù per le montagne innevate. Il mio sogno segreto è diventare un ancien prodige.

Marco Galati Garritto